La materializzazione delle visioni di Yayoi Kusama

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Qui si parla di una delle artiste donne più riconosciute del mondo dell’ arte contemporanea nonché tra le più pagate in asta.

Tra le più eccentriche, stravaganti, colorate, femministe e forse, ad oggi, anche tra le più anziane artiste ancora in vita che si conoscano, anche se la sua arte non lascia spazio all’ avanzare dei suoi anni da quanto estrosa e a volte molto provocatoria.

Qui si parla di Yayoi Kusama, l’artista ultra ottantenne giapponese che nelle sue personalissime opere racchiude pop-art, minimalismo, surrealismo ed espressionismo astratto, un’artista a tutto tondo che ha lasciato il suo marchio in diversi campi, nella moda, nel design, nelle arti visive, della danza, nella composizione musicale e nella scrittura.

“Qualche volta ero persino indecisa su cosa diventare, se artista o scrittrice. Credo infatti che le due forme espressive si fondino sul medesimo principio, ovvero l’anelito alla scoperta di nuovi territori dell’anima”.

La sua arte è ossessione, riproduzione, evasione dalla realtà, e così centinaia di led a luce intermittente e di specchi che provocano una distorsione della visuale nelle sue Gleaming lights of the Souls , l’interpretazione dell’infinito nelle Infinity Mirror Room, la materializzazione delle sue allucinazioni.

La sua impronta?, il pois.

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