L’ arte labirintica di Motoi Yamamoto

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Lui è l’ artista giapponese Motoi Yamamoto, classe 1966, e questi sono i suoi labirinti di sale.

All’età di 22 anni Yamamoto decide di abbandonare il suo lavoro per dedicarsi a tempo pieno all’arte, sei anni dopo la sorella minore muore di cancro al cervello e dalla tragedia, come spesso succede, per Motoi nasce l’ispirazione e la dedizione alla sua personale forma d’arte.

Dalla prima idea di ricreare un cervello tridimensionale di sale, per commemorare la scomparsa e la malattia della sorella, ridimensionandola, Motoi comincia ad immaginarsi quella stessa anatomia fatta di labirintici canali, appiattita e riprodotta a terra, da qui inizia il suo intrigante percorso artistico.

I suoi lavori sono quasi interamente improvvisati durante la realizzazione che richiede centinaia di ore di lavoro,di studio e di immaginazione, l’ opera rimane poi esposta al pubblico per alcune settimane, al termine delle quali sono gli stessi spettatori invitati a distruggerla e a contribuire alla raccolta del sale in sacchettini e vasetti che verranno poi ributtati in mare.

Drawing a labyrinth with salt is like following a trace of my memory. Memories seem to change and vanish as time goes by; however, what I seek is to capture a frozen moment that cannot be attained through pictures or writings. What I look for at the end of the act of drawing could be a feeling of touching a precious memory

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